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L’etica della responsabilità

L’etica della responsabilità, tra coerenza, adattamento e influenza

La gentilezza, quella vera e autentica, è un atteggiamento, una visione, un sentimento che deve valere a 360 gradi. Cosa voglio dire con ciò, premesso che non sto parlando di semplice cortesia o gentilezza di facciata? Voglio dire che il nostro essere gentili non lo riserveremo alle nostre relazioni di lavoro, ma anche a tutte le altre e al nostro stare al mondo, rispettando anche la natura che ci circonda, così come tutti i beni e servizi di cui usufruiamo e che condividiamo con gli altri. A cosa servirebbe essere gentili con i propri colleghi se poi non lo siamo in casa con i nostri cari? Oppure quando usciamo per un’escursione nella natura abbandoniamo i nostri rifiuti. Non esiste gentilezza vera senza coerenza

Coerenza e responsabilità

Cosa vuol dire che la gentilezza deve valere a 360 gradi in azienda? Semplicemente che non basta essere gentili con i propri dipendenti e collaboratori, che siano manager, quadri, impiegati, stagisti o operai.

Etica della responsabilità Viaggio nell'Umanesimo

Si deve avere lo stesso atteggiamento anche verso i clienti, i fornitori, le aziende con le quali collaboriamo, il Paese in cui si opera, l’ambiente naturale. Non è sufficiente essere gentili con i propri collaboratori se poi, per esempio, non si pagano le tasse nel Paese in cui opera e di cui di cui si usufruisce dei servizi. Oppure non ci si preoccupa delle condizioni di lavoro delle persone che operano in appalto, solo perché non ne siamo responsabili legalmente.

La capacità che abbiamo di influenzare il mondo che ci circonda è maggiore di quello che pensiamo. Le nostre azioni possono avere conseguenze che vanno più lontano di quanto possiamo pensare.

Non è sufficiente che un’azione sia legale per essere etica. Ci sono tante cose che si possono fare legalmente che non sono compatibili con un’etica basata sulla gentilezza. Così, gentilezza, coerenza ed etica non possono andare separatamente, questa, a mio parere, è l’essenza della leadership gentile.

Adattamento e influenza

Ma come può ognuno di noi agire gentilmente a 360 gradi? Qui ci viene in aiuto il concetto di influenza e di adattamento attivo. Ciascuno di noi si deve adattare nell’ambiente in cui di vive, che sia lavorativo, familiare, sociale o naturale. Ma può farlo in maniera attiva o passiva. Se lo farà in maniera attiva, cioè senza subire gli eventi esterni, ma cercando, ove possibile di anticiparli, avrà una certa influenza sul mondo che lo circonda ed è sua la responsabilità il modo con cui esercita tale influenza.

Ognuno di noi è un esempio per gli altri sia nelle piccole azioni quotidiane che in quelle più importanti e da questi esempi possono nascere delle conseguenze che vanno al di la delle nostre possibilità e delle nostre intenzioni iniziali. Il nostro esempio positivo può andare più lontano di quanto non si creda. Ciascuno di noi può essere un leader gentile nel campo in cui opera.

Poi ognuno può fare la propria parte secondo le proprie possibilità. Ovvio che il CEO di una multinazionale avrà più influenza di quello di una PMI, così come un Primo Ministro ne avrà di più del Sindaco di una città o un dirigente d’azienda ne avrà più di un operaio delle pulizie. Ma questo non ci deve condannare all’inazione solo perché non abbiamo una certa quantità di potere.

In definitiva ognuno di noi è un mondo che interagisce con il mondo che lo circonda. Quello che facciamo e come lo facciamo è sempre importante, non bisogna mai sottovalutare il potenziale delle nostre azioni, piccoli o grandi che siano. Con le nostre azioni possiamo cambiare la realtà che ci circonda partendo da noi stessi. Non ci sono scuse se stiamo fermi ad aspettare che gli altri si muovano prima di noi.

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