Einstein e il movimento pacifista
Il motivo che mi spinge a trattare di questo grande scienziato non è tanto quello del suo ruolo sostenuto nel progresso della fisica, ma è il suo contributo nella diffusione del movimento pacifista, di cui fu un fervente sostenitore. Non si tratta, in questo caso, di discutere dell’opera di qualche filosofo esplicitamente umanista, ma di scoprire in un grande protagonista di questo secolo un atteggiamento di carattere umanista rispetto alle principali tematiche che riguardano la vita individuale e sociale.
Il contributo di Albert Einstein (1879-1955) al tema del pacifismo diviene particolarmente interessante, proprio per l’attualità delle problematiche, in un mondo in cui si fronteggiano pericolosamente potenze nucleari. L’esaltazione della guerra e del militarismo, abilmente scambiata per la necessità di difendere e diffondere gli ideali della libertà e della democrazia occidentali, sono antitetici al pensiero del grande scienziato. L’opera dalla quale ho tratto questo motivo di discussione è Come io vedo il mondo. Si tratta di una raccolta di lettere, aforismi, discorsi tenuti in occasione di conferenze etc., raggruppati in otto capitoli monotematici
L’ebraismo
Il primo ha come tema l’ebraismo. Qui Einstein si sofferma a individuare i tratti caratteristici della cultura ebraica, soprattutto dove essa rivela un’etica umanista o umanitaristica. Inoltre affronta le questioni spinose dell’antisemitismo e del sionismo. Riguardo a quest’ultimo argomento, sebbene Einstein condividesse il progetto della ricolonizzazione delle terre palestinesi, considerava fondamentale giungere ad una soluzione del problema della convivenza con gli arabi. Tra l’altro era fermamente convinto che non esistessero vere ragioni di incompatibilità culturale ed etnica alla base di questo problema, ma che tutte le difficoltà nascessero da motivi puramente politici e psicologici. Il ragionamento di Einstein non potrebbe essere più attuale ora che la crisi tra israeliani e palestinesi, con il rischio di coinvolgere tutto il Medio Oriente e l’Iran, ha raggiunto livelli di violenza estremi a cui non sembra possibile trovare una soluzione.
Il secondo capitolo comprende considerazioni sulla politica e l’etica. Gli argomenti più ricorrenti sono quelli che riguardano l’organizzazione sociale, la democrazia, l’occupazione, il progresso scientifico e tecnologico con le sue conseguenze, una critica radicale all’accentramento di ricchezze determinato dal capitalismo. In questo capitolo c’è un passo che mi sembra abbastanza significativo rispetto alla sensibilità umana di Einstein e che qui riporto –
Recentemente discutevo con un uomo intelligente e di larghe vedute sulla minaccia di una nuova guerra che, a mio giudizio porterebbe gravi danni all’esistenza del genere umano, (…). Allora il mio interlocutore, con molta calma e freddezza mi disse: “Perché siete così profondamente contrario alla scomparsa della razza umana?” Io sono sicuro che solo un secolo fa nessuno avrebbe fatto con tanta leggerezza una dichiarazione del genere. È la dichiarazione di un uomo che si è sforzato di raggiungere il suo equilibrio interno e ha più o meno perduto la speranza di riuscirvi. È l’espressione di una penosa solitudine e di un isolamento di cui molto soffrono. Quale è il motivo? C’è una via di uscita?
Questo passaggio mi sembra che non abbia bisogno di commenti!
Il pacifismo
Il terzo capitolo è quello dedicato al pacifismo. Ricordiamoci il ruolo che Einstein ebbe nel Progetto Manhattan, cui partecipò per paura che la tecnologia nucleare potesse finire prima nelle mani del regime nazista. Di questa collaborazione e delle sue conseguenze se ne ebbe presto a pentire, soprattutto viste le conseguenze del lancio delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki.
L’autore si scaglia contro il militarismo (considerato una causa del degrado e della corruzione della civiltà occidentale), la leva forzata, la violenza, etc. Inoltre propone la formazione di un esercito atto a far rispettare la pace (pensiamo a come oggi viene adempiuta questa funzione dall’ONU o dalle altre forze multinazionali di pace!), il controllo delle armi nucleari da parte di un’autorità internazionale super partes e altre interessanti proposte e riflessioni.
Seguono a questo punto altri cinque capitoli più brevi su argomenti vari e di grande interesse e attualità. In definitiva, si tratta di una lettura semplice e godibile che permette di conoscere l’opinione di Einstein su temi che mi stanno particolarmente a cuore.